# michele mollica and tango

camminare, insieme, abbracciati.

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## Il tango della settimana: Maria (1945)

- Link: https://www.accademiadeltango.com/2026/10/21/il-tango-della-settimana-maria-1945/
- Published: 2026-10-21T18:38:10+00:00
- Author: Michele Mollica

## Musica: 󠀁[Aníbal Troilo](https://www.todotango.com/creadores/ficha/32/Anibal-Troilo)󠁿 – Letra: 󠀁[Cátulo Castillo](https://www.todotango.com/creadores/ficha/38/Catulo-Castillo)󠁿

Il tango **“María”** (1945), con musica di **Aníbal Troilo** e testo di **Cátulo
Castillo**, è un intenso poema romantico che parla di un **amore perduto** e del
suo ricordo doloroso e nostalgico.

### 🎭 Il tema centrale: un amore svanito nel mistero

La canzone non racconta una storia con una trama definita, ma rievoca un sentimento.
Il protagonista ricorda una donna di nome María, vissuta in un passato indefinito,
e la loro relazione finita. Il tono è quello della **malinconia** e del **rimpianto**,
senza rabbia o tradimento, ma con un senso di **mistero** e **rassegnazione**.

La descrizione più efficace viene proprio dal testo: è un amore “**encerrado entre
dos otoños**” (racchiuso tra due autunni), una metafora che suggerisce un legame
nato e finito in un clima di tristezza e decadenza.

### 📜 Le immagini del testo

Le strofe, riportate anche nella pagina di TodoTango [linkato](https://www.todotango.com/musica/tema/69/Maria/),
sono ricche di immagini poetiche che delineano questo stato d’animo:

 * **L’incertezza del ricordo**: Il tango si apre con un dubbio profondo: _“Acaso
   te llamaras solamente María..! / No sé si eras el eco de una vieja canción”_ (“
   Forse ti chiamavi solo María..! / Non so se eri l’eco di una vecchia canzone”).
   Il protagonista mette in dubbio perfino l’identità della donna amata, ridotta
   a un vago ricordo.
 * **La fine in autunnale**: L’immagine dell’autunno è centrale. María arriva “**
   El Otoño te trajo**” (l’autunno ti ha portato), con il suo “sombrerito pobre”(
   cappellino povero) e il “tapado marrón” (cappotto marrone), e se ne va lasciando
   una scia di pioggia e agonia.
 * **La fine consapevole**: Il momento della rottura è rievocato con le parole che
   lei stessa pronunciò: _“Ya no hay nada entre los dos..”_ (“Non c’è più nulla 
   tra noi..”).
 * **La metafora della città**: La donna è paragonata a un paesaggio interiore, 
   la “**calle de la Melancolía**” (strada della Malinconia), su cui “llovía…llovía
   sobre mi corazón” (pioveva… pioveva sul mio cuore).

### 🎶 Collocazione nel tango

“María” è considerato un esempio paradigmatico di quella corrente **sentimentale**
che attraversò il tango negli anni ’40, influenzata anche dal bolero. In questo 
tipo di brani, il dolore per amore non deriva dalla perfidia o dal tradimento, ma
dalla **fatalità** e dal **mistero** dell’allontanamento dell’altro. La versione
più celebre è quella registrata da Troilo nel 1945 con la voce di Alberto Marino.

In sintesi, “María” non è la storia di un evento, ma la fotografia di un sentimento:
la **nostalgia di un amore passato**, avvolto in un’atmosfera autunnale e misteriosa,
dove la donna amata diventa un simbolo di qualcosa che è stato profondamente “suo”(“
La más mía..!”) e che ora è irrimediabilmente “lontano” (“La Lejana..!”).

## Testo con traduzione

A caso te llamaras solamente María..!
No sé si eras el eco de una vieja canción,
pero hace mucho, mucho, fuiste hondamente míasobre un paisaje triste, desmayado 
de amor…

El Otoño te trajo, mojando de agonía,
tu sombrerito pobre y el tapado marrón…Eras
como la calle de la Melancolía,que llovía…llovía sobre mi corazón..!

María..!
En las sombras de mi piezaes tu paso el que regresa…

María..!
Y es tu voz, pequeña y triste,la del día en que dijiste:“Ya no hay nada
entre los dos..”

María..!
La más mía..! La Lejana..!Si volviera otra mañanapor las calles del adiós..!

Tus ojos eran puertos que guardaban ausentes,
su horizonte de sueños y un silencio
de flor…Pero tus manos buenas, regresaban presentes,para curar mi fiebre, desteñidas
de amor…

Un Otoño te trajo..! Tu nombre era María,
y nunca supe nada de tu rumbo infeliz…
Si eras como el paisaje de la Melancolía,que llovía…llovía, sobre la calle gris…

_Forse ti chiamavi soltanto María..!
Non so se eri l’eco di una vecchia canzone,
ma molto, molto tempo fa fosti profondamente miasu un paesaggio triste, svenuto 
d’amore…

_L’autunno ti portò, bagnando d’agonia,
il tuo cappellino povero e il cappotto marrone…
Eri come la strada della Malinconia,che pioveva… pioveva sul mio cuore..!

_María..!
Nelle ombre della mia stanzaè il tuo passo quello che ritorna…

_María..!
E è la tua voce, piccola e triste,quella del giorno in cui dicesti:“Non
c’è più nulla tra noi..”

_María..!
La più mia..! La lontana..!Se tornasse un altro mattinoper le strade dell’addio..!

_I tuoi occhi erano porti che custodivano assenze,
il loro orizzonte di sogni e 
un silenzio di fiore…Ma le tue mani buone tornavano presenti,per curare la mia febbre,
scolorite d’amore…

_Un autunno ti portò..! Il tuo nome era María,
e non seppi mai nulla del tuo destino
infelice…Se eri come il paesaggio della Malinconia,dove pioveva… pioveva, sulla 
strada grigia…

## Versioni

Canta Alberto Marino / Orquesta Aníbal Troilo 9-10-1945 Buenos Aires RCA-Victor 
60-0795 80840

Canta Oscar Alonso Con guitarras 1946 Montevideo Sondor 5096 1680

Canta Agustín Irusta / Orquesta Américo Caggiano 1946 México RCA-Victor 70-7360

Canta Julio Sosa / Orquesta Leopoldo Federico 15-11-1962 Buenos Aires CBS-Columbia
8379 3238

Canta Roberto Rufino / Orquesta Aníbal Troilo 7-5-1963 Buenos Aires RCA-Victor AVL-
3486 3819

## Tanda consigliata

Partendo dal brano, la tanda che propongo è pensata per essere estremamente coerente:
ruota attorno alla voce di **Alberto Marino** e alla penna (e all’orchestra) di **
Aníbal Troilo**, concentrandosi sulle registrazioni realizzate nel corso del **1945**.

Ecco la sequenza:

 1. [**María** – Aníbal Troilo / Alberto Marino (9 ottobre 1945)](https://www.youtube.com/watch?v=8yJ49s-UNcU)
 2. [**Canción desesperada** – Aníbal Troilo / Alberto Marino (9 ottobre 1945)](https://www.youtube.com/watch?v=s0SN3iYkyco)
 3. [**Garras** – Aníbal Troilo / Alberto Marino (28 febbraio 1945)](https://www.youtube.com/watch?v=oKneeO_-rFc)
 4. [**Margo** – Aníbal Troilo / Alberto Marino (18 dicembre 1945)](https://www.youtube.com/watch?v=aUwnaekSyNU)

### 🎼 Perché questa tanda funziona

 * **Coerenza di autore e cantante**: Tutti e quattro i brani sono incisi dall’Orquesta
   Típica di Aníbal Troilo con Alberto Marino come cantante solista. Questo garantisce
   un’identità timbrica e interpretativa molto forte, elemento chiave per la costruzione
   di una tanda da milonga.
 * **Unità di periodo (1945)**: Le registrazioni coprono l’intero arco del 1945,
   dal febbraio al dicembre, offrendo una fotografia compatta della produzione di
   quel preciso momento storico. “María” e “Canción desesperada” furono addirittura
   incise nello stesso giorno, il 9 ottobre.
 * **Varietà emotiva e ritmica**: La sequenza alterna brani dal taglio più intimo
   e nostalgico (come “María”) a pagine di grande intensità drammatica (“Canción
   desesperada” di Discépolo), passando per il ritmo e la narrazione di “Garras”
   e “Margo”. Questo crea un piccolo arco emotivo all’interno della tanda, mantenendo
   però salda l’atmosfera generale.

Se volessi esplorare altre alternative sempre rimanendo nel 1945 con Marino e Troilo,
altri brani validi potrebbero essere “[Cotorrita de la suerte](https://www.youtube.com/watch?v=Dh3AKorDQdg)”
o “[Soledad la de Barracas](https://www.youtube.com/watch?v=R9KT5d8z6j0)” (entrambi
del 28 giugno 1945).

## Tango tips. Follower, aspetta di più.

- Link: https://www.accademiadeltango.com/2026/10/19/tango-tips-follower-aspetta-di-piu/
- Published: 2026-10-19T18:00:00+00:00
- Author: Michele Mollica

Chi segue non ha un ruolo passivo. L’aspettare non è sinonimo di un leader che 
trascini attraverso una sequenza. Seguire è un atto attivo. Ascolti. Mantieni l’equilibrio.
Ricevi informazioni. Rispondi.Ma non sei un indovido. Non cerchi di prevedere cosa
accadrà dopo.

Prova: Metti su un tango. Resta sul tuo asse. Non decidere cosa farai. Ascolta. 
Aspetta.
Lascia che la musica esista prima di muoverti.

Ora puoi immaginare di ballare con un partner.

Pensa: “Cosa mi viene comunicato in questo momento?”.

![woman in floral dress and sandals standing near waiting sign](https://i0.wp.com/
www.accademiadeltango.com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-photo-5699218.jpeg?resize
=750%2C500&ssl=1)

Photo by RDNE Stock project on [Pexels.com](https://www.pexels.com/photo/woman-in-floral-dress-and-sandals-standing-near-waiting-sign-5699218/)

Quel piccolo cambiamento può trasformare completamente il tuo modo di ballare.

E lo stesso principio vale per la musicalità.

Se pensi continuamente al passo successivo, è molto difficile ascoltare davvero 
la musica.
Ma se riesci a fermarti, aspettare e rispondere agli impulsi siano del
partner o della musica, crei lo spazio affinché la musica influenzi ciò che accade.

È lì che nasce l’improvvisazione. Non conoscendo migliaia di passi.
Ma avendo una
comprensione tale da non dover sapere esattamente cosa verrà dopo.

Questo atteggiamento crea un circuito creativo fatto di 
Connessione, Musicalità
e Libertà.

## Sei un vero milonguero…o balli solo il tango? I dieci segnali che lo rivelano.

- Link: https://www.accademiadeltango.com/2026/10/18/sei-un-vero-milonguero-o-balli-solo-il-tango-i-dieci-segnali-che-lo-rivelano/
- Published: 2026-10-18T18:24:40+00:00
- Author: Michele Mollica

> In ogni caso, riconoscere un milonguero non significa misurare quante figure esegue,
> anche se vale la pena sapere che la pista da ballo spesso rivella l’atteggiamento
> più velocemente della tecnica.E questo merita una riflessione.
> La tecnica si può imparare. Le figure si possono copiare. La postura si può corregere.
> Ma l’atteggiamento deriva dalla consapevolezza che condividere una pista da ballo
> significa interagire con altre persone.

Sito web: [www.tangomilonga.com.ar](https://www.accademiadeltango.com/2026/10/18/sei-un-vero-milonguero-o-balli-solo-il-tango-i-dieci-segnali-che-lo-rivelano/)

## Sentimento tango

- Link: https://www.accademiadeltango.com/2026/10/15/sentimento-tango/
- Published: 2026-10-15T15:46:40+00:00
- Author: Michele Mollica

Nel tango il sentimento non si balla…si respira.
È nostalgia che abbraccia, passione
che tace e anima che danza e parla.

## Il tango della settimana: Galleguita (1925)

- Link: https://www.accademiadeltango.com/2026/10/14/il-tango-della-settimana-galleguita-1925/
- Published: 2026-10-14T20:00:00+00:00
- Author: Michele Mollica

## Musica: Horacio Pettorossi – Letra: Alfredo Navarrine

> Il tango _Galleguita_, con testo di Alfredo Navarrine e musica di Horacio Pettorossi,
> è una delle opere più rappresentative del repertorio argentino dedicato all’immigrazione.
> Il tema centrale è **la tragedia dell’emigrazione e la perdita dell’innocenza**,
> raccontata attraverso la storia di una giovane donna galiziana.
> 
> ### 📜 La storia di _Galleguita_
> 
> Il testo narra la vicenda di una ragazza galiziana che arriva a Buenos Aires (“
> la playa argentina”) una sera d’aprile, portando con sé solo la sua bellezza: “
> i tuoi neri occhi moreschi e il tuo corpicino gentile”. Il suo arrivo è pieno 
> di speranze, ma la realtà è crudele.
> La storia si sviluppa in tre momenti tragici:
>  1. **La caduta**: Nonostante fosse “buona e onesta”, dopo il primo appuntamento 
>     finisce nel cabaret _Pigall_, un noto locale notturno di Buenos Aires. La sua
>     virtù si dissolve “come una palla di neve”.
>  2. **Il motivo della caduta**: La sua ossessione non era il lusso, ma **il desiderio
>     di mettere da parte dei soldi per la sua povera madre**, rimasta nel villaggio
>     in Galizia.
>  3. **La tragedia finale**: Un “paesano malvagio”, respinto dalle sue attenzioni,
>     torna al villaggio e, per vendetta, racconta alla madre della caduta della figlia.
>     La madre muore di crepacuore. La notizia arriva a _Galleguita_ attraverso una“
>     busta in lutto” che le spezza il cuore.
> Il testo si chiude con l’immagine di lei, ormai irriconoscibile, seduta da sola
> in un angolo del _Pigall_, con la sua tristezza infinita dipinta sul volto pallido:“
> Ya no sos la galleguita que llegó un día de abril”.
> 
> ### 💡 Significato e contesto
> 
> Questo tango è molto più di una semplice storia d’amore. È un **simbolo musicale
> dell’emigrazione galiziana** e una denuncia sociale.
>  * **Il rovescio del sogno americano**: La storia di _Galleguita_ rappresenta “
>    il rovescio del sogno di realizzazione americana”. Mostra la dura realtà che
>    molte giovani donne europee affrontavano, spesso ingannate e costrette alla
>    prostituzione (la “tratta delle bianche”) per sopravvivere e mantenere le famiglie
>    rimaste in patria.
>  * **La donna come vittima**: Il tango dipinge la donna come vittima di un destino
>    crudele e di un ambiente sociale spietato. La sua caduta non è dovuta a malvagità,
>    ma alla povertà e all’inganno. La sua tragedia non è solo la perdita della 
>    virtù, ma la **distruzione del legame con la madre e con la sua terra d’origine**.
>  * **La colpa e la vergogna**: Il testo esplora i temi della colpa e della vergogna.
>    La madre muore “di vergogna” più che di malattia, e _Galleguita_ è condannata
>    a vivere con il peso della sua “perdizione” e della morte della madre.
> In sintesi, _Galleguita_ è un tango che, sotto la forma di una canzone melodrammatica,
> offre una **critica sociale profonda**. Racconta la storia di una donna spezzata
> dal sogno di riscatto, trasformando la sua vicenda personale in un simbolo universale
> delle sofferenze degli immigrati e delle vittime della tratta.

Galleguita
la divina…la que a la playa argentinallegó una tarde de abril,sin más
prendasni tesorosque tus negros ojos morosy tu cuerpito gentil.Siendo buenaeras 
honrada,pero no te valió nadaque otras cayeron igual.Eras linda,Galleguita,y tras
la primera citafuiste a parar al Pigall.Sola y en tierras extrañas,tu caída fue 
tan breveque, como bola de nieve,tu virtud se disipó…Tu obsesión era la ideade juntar
mucha platitapara tu pobre viejitaque allá en la aldea quedó.Pero un paisano malvadoloco
por no haber logradotus caricias y tu amor,ya perdida la esperanzavolvió a tu pueblo
el traidor.Y, envenenando la vidade tu viejita querida,le contó tu perdicióny así
fue que, el mes pasado,te llegó un sobre enlutadoque enlutó tu corazón.Y hoy te 
veo,Galleguita,sentada triste y solitaen un rincón del Pigall,y la penaque te mataclaramente
se retrataen tu palidez mortal.Tu tristezaes infinita…Ya no sos la galleguitaque
llegó un día de abril,sin más prendasni tesorosque tus negros ojos morosy tu cuerpito
gentil.

Piccola galiziana,
creatura divina,tu che giungesti sulla costa argentinaun pomeriggio
d’aprile,senza averiné tesorise non i tuoi occhi scuri, moreschi,e il tuo corpo 
snello e aggraziato.

Eri buona
e onesta,ma a nulla ti servì;altre caddero allo stesso modo.Eri incantevole,
piccola galiziana,e dopo quel primo incontrofinisti al Pigall.

Sola in terra straniera,
la tua caduta fu così rapidache, come una palla di neve,
la tua virtù si sciolse…Eri ossessionatadal voler mettere da parte un po’ di denaroper
la tua povera vecchia madrerimasta al paese.

Ma un malvagio compaesano,
reso folle dal fallimentonel conquistare le tue carezze
e il tuo amore,perse ogni speranzae tornò al tuo paese: quel traditore.

E, avvelenando la vita
della tua cara vecchia madre,le raccontò della tua rovina;
e fu così che, il mese scorso,arrivò una busta bordata di nero,gettando un velo 
di dolore sul tuo cuore.

E oggi ti vedo,
piccola galiziana,seduta triste e tutta solain un angolo del Pigall,
e il doloreche ti sta uccidendoè chiaramente impressonel tuo pallore mortale.

La tristezza
è infinita…Non sei più la piccola galizianache arrivò un giorno d’aprile,
senza averiné tesorise non i tuoi occhi scuri, moreschi,e il tuo corpo snello e 
aggraziato.

![](https://i0.wp.com/repo.todotango.com/partituras/galleguita1_alta.gif?w=750&ssl
=1)

Spartito Gallleguita

Miglior ballabile

Migliore voce femminile

Miglior cantato teatrale

Migliore versione con brio

MIgliore ascolto

### Ecco una tanda che ho costruito attorno al miglior ballabile di _Galleguita_ (Pugliese – Chanel), pensata per rispettare i criteri: stessa orchestra, stesso cantante e un periodo di registrazione molto vicino.

#### 🎵 La Tanda Proposta

| Ordine | Brano | Orchestra & Cantante | Anno di registrazione | 
| 1 | **[El sueño del pibe](https://www.youtube.com/watch?v=gFRuR4QWmZw)** | Osvaldo Pugliese canta Roberto Chanel | 22 marzo 1945 | 
| 2 | **[Rondando tu esquina](https://www.youtube.com/watch?v=U_HhfHuU1UI)** | Osvaldo Pugliese canta Roberto Chanel | 18 luglio 1945 | 
| 3 | **[Galleguita](https://www.youtube.com/watch?v=dG5PTFkk68M)** | Osvaldo Pugliese canta Roberto Chanel | 6 novembre 1945 | 
| 4 | **[Dandy](https://www.youtube.com/watch?v=AMaKygddDEU)** | Osvaldo Pugliese canta Roberto Chanel | 3 dicembre 1945 |

#### 🧵 Il Filo Conduttore della Tanda

Questa sequenza è costruita per creare un **crescendo emotivo e musicale** che ruota
attorno ai temi della **nostalgia, del sogno e della delusione**, perfettamente 
incarnati dalla voce di Roberto Chanel in questo periodo.

 * **Un percorso narrativo:** Si parte con _El sueño del pibe_, che racconta il 
   sogno di riscatto di un giovane (un tema caro all’immigrazione), per poi passare
   alla disperazione ossessiva di _Rondando tu esquina_. Il culmine emotivo è _Galleguita_,
   la tragedia per eccellenza, e si chiude con _Dandy_, che con il suo ritmo più
   vivace e il suo testo sulla caduta sociale, offre una sorta di amara riflessione
   finale, quasi a chiudere il cerchio sulla “perdizione” della donna.
 * **Coerenza sonora:** Tutti i brani sono stati registrati nello stesso arco di
   tempo (marzo-dicembre 1945). Questo garantisce una **straordinaria omogeneità
   timbrica e di stile**, con il suono inconfondibile del pianoforte di Pugliese
   e il fraseggio inconfondibile di Chanel.[](http://hugonoeyconeltangoenlasvenas.blogspot.com/2011/02/osvaldo-pugliese-1945-todas-sus.html?m=1)
 * **Dinamica per la milonga:** La struttura della tanda alterna momenti di maggiore
   intensità drammatica (_Galleguita_, _Rondando tu esquina_) ad altri di respiro
   più ampio (_El sueño del pibe_, _Dandy_), creando un’onda emotiva ideale per 
   la pista da ballo.

Spero che questa tanda sia di tuo gradimento.

## Tango Tips – Trasferire l’informazione, poi trasferire il peso.

- Link: https://www.accademiadeltango.com/2026/10/12/tango-tips-trasferire-linformazione-poi-trasferire-il-peso/
- Published: 2026-10-12T18:00:00+00:00
- Author: Michele Mollica

Uno dei concetti fondamentali alla base del movimento prevede 3 fasi:

Intenzione

Caricamento

Trasferimento

Quando camminiamo, prima che avvenga il movimento, c’è un’intenzione.

Sai dove vuoi andare.

Poi c’è il caricamento: il tuo corpo e l’intero sistema muscolo-scheletrico si preparano
non solo per eserguire il movimento ma anche per trasmettere l’informazione al partner
per capire cosa sta per succedere.

Infine arriva il trasferimento. Il peso si sposta. Il movimento ha luogo.
L’aspetto
importante è che queste fasi non vanno forzate.

Se pensi al camminare tutto avviene in maniera agevole senza dover forzare.
 Organizzi
il tuo corpo. Crei un’intenzione. Il tuo corpo si prepara. Poi il peso si trasferisce.
Nel tango funziona in modo simile. Solo che bisogna mettere bene appunto la comunicazione,
poichè il compito di chi guida non è semplicemente far muovere chi segue. Chi guida
crea un’informazione. Chi segue la riceve. E poi risponde.

![little girl holding a purple telephone](https://i0.wp.com/www.accademiadeltango.
com/wp-content/uploads/2026/10/pexels-photo-13245346.jpeg?resize=750%2C500&ssl=1)

Photo by Vladimir Srajber on [Pexels.com](https://www.pexels.com/photo/little-girl-holding-a-purple-telephone-13245346/)

È anche per questo che non sarebbe bene insegnare il tango come:
«Fai questo passo.
Ora quest’altro. E poi questo.»L’aspetto interessante è capire come nasce il movimento.

Una volta compreso questo, gli stessi principi possono essere applicati a innumerevoli
movimenti.
Ed è qui che il tango diventa molto più che una semplice memorizzazione
di sequenze.

## Il tango è pensiero incarnato

- Link: https://www.accademiadeltango.com/2026/10/08/il-tango-e-pensiero-incarnato/
- Published: 2026-10-08T15:30:37+00:00
- Author: Michele Mollica

La relazione tra pensiero e tango è circolare: il tango è pensiero incarnato, e 
al tempo stesso il pensiero si trasforma attraverso il tango. Non è una fuga dalla
mente, ma un modo diverso di usarla: con il corpo, con l’altro, con la musica. Danzare
tango significa pensare in movimento, ascoltare prima di agire, improvvisare dentro
una struttura e creare senso insieme a qualcun altro.

![human toy in white background](https://i0.wp.com/www.accademiadeltango.com/wp-
content/uploads/2026/10/pexels-photo-12585520.jpeg?resize=750%2C1127&ssl=1)

Photo by BOOM 💥 Photography on [Pexels.com](https://www.pexels.com/photo/human-toy-in-white-background-12585520/)

## Il tango del giorno – Whisky

- Link: https://www.accademiadeltango.com/2026/10/07/il-tango-del-giorno-whisky/
- Published: 2026-10-07T15:53:47+00:00
- Author: Michele Mollica

## musica e testo di Héctor Marcó

Il tema centrale di **“Whisky”** è la **pena d’amore maschile** e il tentativo di
superarla con un atteggiamento insieme **virile, cinico e fatalista**, aiutandosi
con l’alcol.

In sintesi:

 * **Delusione amorosa**: chi parla si rivolge a un uomo distrutto per una donna
   che non lo ama più (o che ride di lui). Sa cosa prova perché ci è passato anche
   lui: «Lo so perché l’ho vissuto / e conficcato nella mia carne / porto il tuo
   stesso dolore».
 * **Invito a reagire**: il ritornello lo incalza con «¡Flojo!», «¡Cantala y viví!»,«¡
   No es de este siglo llorar!». Cioè: non piangere, non rammollirti, canta, vivi,
   mandati giù un altro whisky.
 * **Alcol come anestetico/rituale**: il whisky non è solo una bevanda, è il gesto
   concreto con cui si cerca di soffocare il dolore e andare avanti.
 * **Fatalismo e cinismo**: «il mondo è un carro tirato dagli scemi che vogliono
   così» e «tanto la falce ci farà suonare»: la morte arriva comunque, quindi è 
   inutile struggersi. C’è una vena di rassegnazione e di ironia amara.
 * **Solidarietà maschile**: il brano è quasi un monologo di consolazione tra uomini,
   dove il dolore si riconosce ma non si mostra fino in fondo, perché «invece di
   consolarci, finiremmo per piangere tutti e due».

Quindi il tema non è tanto una storia d’amore, quanto la **reazione alla fine di
un amore**: un misto di dolore autentico, maschera virile, whisky, canto e disincanto.

Traduzione
So che piangi per lei,che sei malato d’amoree che non trovi un bacioné
così puro né così dolcecome quello che lei ti ha dato.So che ti stai ammazzandoil
cuore come un cretino.Lo so perché l’ho vissutoe conficcato nella mia carneporto
il tuo stesso dolore.¡Flojo!Perché te ne stai a patire?¡Flojo!Cantale e vivi!¡Dale!
Che il mondo è un carrotirato dagli scemiche vogliono così!¡Vamos!Non vedi che lei
ride?Non è di questo secolo piangere!¡Dale!Mandati giù un altro whisky!Tanto la 
falce ci farà suonare!So che dalla tua stanzatu vuoi strapparla via,ma in ogni angolinofluttua
qualche ricordo suoed entra nella tua anima di nuovo.Lo so perché di quei malianch’io
soffro con te…Ma è meglio che li tacciaperché, invece di consolarci,finiremmo per
piangere tutti e due.[Originale](https://www.todotango.com/musica/tema/661/Whisky/)
Yo sé que llorás por ella,que estás enfermo de amory que no encontrás el besoni 
tan puro ni tan dulcecomo el que ella te dio.Yo sé que te estás matandocomo un gil
el corazón.Lo sé porque lo he vividoy clavao en carne propiallevo tu mismo dolor.¡
Flojo! ¿Pa’ que andás penando?¡Flojo! ¡Cantále y viví!¡Dale! ¡Que el mundo es un
carrotirao por los sonsosque quieren así!¡Vamos! ¿No ves que ella ríe?¡No es de 
este siglo llorar!¡Dale! ¡Mandáte otro whisky!¡Total la guadañanos va a hacer sonar!
Yo sé que del cuarto tuyovos arrancarla querés,pero en cada rinconcitoflota algún
recuerdo suyoy entra en tu alma otra vez.Lo sé porque de esos malesyo también sufro
con vos…Pero es mejor que los calleporque, en vez de consolarnos,vamos a llorar 
los dos.Il brano è stato inciso dai seguenti autori:

### 🎵 Carlos Di Sarli (1957)

 * **Data di registrazione**: 4 ottobre 1957[](https://www.todotango.com/english/music/song/661/Whisky/#musica).
 * **Luogo**: Buenos Aires[](https://www.todotango.com/english/music/song/661/Whisky/#musica).
 * **Cantante**: Jorge Durán[](https://www.todotango.com/english/music/song/661/Whisky/#musica).
 * **Etichetta**: RCA-Victor (n. 1A-2059)[](https://www.todotango.com/english/music/song/661/Whisky/#musica).

### 🎵 Osvaldo Pugliese (1965)

 * **Data di registrazione**: settembre 1965.
 * **Luogo**: Buenos Aires[](http://bibletango.com/tangopersonnages/perso_disco/persodisco_p/pugliese_osvaldo_disco/pugliese_30_disco.htm).
 * **Cantante**: Abel Córdoba[](https://escuelatangoba.com/marcelosolis/tag/argentine-tango/page/75/#tm-dialog-mobile).
 * **Etichetta**: Philips (n. 82081)[](https://www.todotango.com/english/music/song/661/Whisky/#musica)
   [](http://bibletango.com/tangopersonnages/perso_disco/persodisco_p/pugliese_osvaldo_disco/pugliese_30_disco.htm).

### 🎵 Astor Piazzolla (1976)

**Album**: La suite fu pubblicata per la prima volta nell’album **“Lumière”**.

**Anno**: 1976.

**Contesto**: “Whisky” è il terzo movimento della **Suite Troileana**, un’opera 
in quattro parti dedicata ad Aníbal Troilo.

In conclusione posso dire che **la versione di Carlos Di Sarli con Jorge Durán del
1957 è senz’altro la più ballabile** delle tre.

Il motivo è soprattutto musicale:

 * **Di Sarli** ha un fraseggio molto regolare, un **marcato in 2** chiaro e costante,
   e una orchestrazione che lascia respiro alla camminata. È il classico tango da
   milonga: prevedibile, elegante, con un beat che “tira” senza forzare.
 * **Jorge Durán** canta in modo misurato, senza invadere il ritmo, e questo aiuta
   chi balla a seguire la melodia senza perdere il passo.
 * **Pugliese** è più drammatico, denso, con contrasti e rubato: bellissimo, ma 
   richiede ballerini esperti e non è altrettanto scorrevole per una milonga sociale.
 * **Piazzolla** nella _Suite Troileana_ è musica da concerto, con cambi di tempo
   e atmosfere più cameristiche: non è pensata per il ballo sociale.

Quindi, secondo la mia opinione, per una milonga, la versione Di Sarli/Durán è probabilmente
la scelta ideale. Pugliese la userei per un momento più intenso o per ballerini 
avanzati; Piazzolla “solo” per l’ascolto.

## Tango Tips – La postura

- Link: https://www.accademiadeltango.com/2026/10/05/tango-tips-la-postura/
- Published: 2026-10-05T18:15:00+00:00
- Author: Michele Mollica

Ai principianti di solito si dice semplicemente “stai dritto”.

Col tempo si impara che la postura “tanguera” non è solo una posa ma è un “attitude”
che vi deve consentire di ballare respirando, restando in equilibrio e, soprattutto,
abbracciare l’altro.

Come conquistare questa “attitudine”?

![](https://i0.wp.com/www.accademiadeltango.com/wp-content/uploads/2026/10/825286551_10239580073191391_7353888302971511005_n.
jpg?resize=750%2C487&ssl=1)

Mettetevi di fronte alla dispensa di cucina e “provate” a prendere l’oggetto più
in alto estendendo tutta la colonna vertebrale.
A questo punto fate cadere le braccia
mantenendo in memoria la posizione delle spalle ma ammorbidendo tutti i muscoli,
poiché per un abbraccio affettuoso non vi servirà essere Schwarzenegger.

Avete perso la posizione?
Ripetete mentalmente il percorso.E ripetete.E ripetete.
E ripetete.E ripetete.Finché non sarà la vostra postura naturale.

## Carlos Di Sarli – El señor del tango

- Link: https://www.accademiadeltango.com/2026/06/14/carlos-di-sarli-el-senor-del-tango/
- Published: 2026-06-14T12:21:10+00:00
- Author: Michele Mollica

Se nella danza classica la spiritualità si esprime attraverso l’elevazione, nel
tango si preferisce essere terrestri. Il milonguero adora il suo pavimento.

Nel “caminar”, e ancor più nella maniera in cui “pisa”, egli testimonia la sua fede
tellurica. Nel tango salón sono dunque i piedi ad espletare le funzioni spirituali.

Il gran sacerdote di questa religione plutonica era Miguel Balmaceda, ma la musica
su cui officiava era quella di Carlos Di Sarli.

Addentriamoci allora nel mistero glorioso del Signore del Tango, nelle sue liturgie
ballabili fatte di brevi burrasche di violini e bandoneón, risucchi di madreperla
e rintocchi d’ebano e avorio. E cominciamo a smontare e a rimontare sotto le vostre
orecchie il marchingegno ritmico del suo carillon fantasmagorico.

Iniziamo intanto a sentire il suono dell’orchestra di Carlos Di Sarli, la più immediatamente
riconoscibile tra quelle che mettono in milonga. Ci sono orchestre che ci vuole 
un po’ di tempo per identificarle; non quella di Di Sarli, diversa da tutte le altre.

Sentiamo ad esempio questo “Una fija”, vecchio tango che non c’entra nulla con il
carro di buoi. Una “fija” è una dritta, un buon consiglio, una giocata sicura. In
un racconto di Borges si cita il tango “El papa es una fija”, peraltro inesistente.
Ma sentiamo il Di Sarli sound:
[www.youtube.com/watch?v=D5ZwxMIKTjk](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DD5ZwxMIKTjk%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5Q1VoZjPrcC-AMjY-21EkzErLJrMD9fEgvqOyEV7qs6x-3yapv5ShRpvkifA_aem_ipTcHAFo_Ml-gf1k2wyq4Q&h=AUBfYTElkfkNhtiYpub7YvyGY09CtuP_nDu5hv6BLm8ryBRA6OocHEmzUt3Ucfxaa6K48nAt5UgJwiuFv2hs0o10rVvsL3QCqaN7HosuHG0kRNUyBudOiAvguvu2FqTH7ZghuHiTsz-HjdyGrA0qtQUiEn4ExcpEsJ0&__tn__=-UK*F)

Pura espressione! Di Sarli era l’orchestra preferita di Troilo e di Pugliese proprio
per questa sua costante e intensa ricerca dell’espressività.

Pochi elementi, ritmica regolare, melodie cantate e ritmate, alternanza di pieni
e vuoti, dinamiche esasperate, nessuno spazio ai solisti, al virtuosismo da fiera,
all’esibizione personale.

Arrangiamenti non scritti, ridotti all’osso ma arricchiti da un’infinità di sottigliezze
interpretative.

Un’orchestra perciò impossibile da riprodurre nell’attualità perché implica una 
coesione, una conoscenza appresa sul campo, nel fuoco vivo della musica, in centinaia
di notti nei cabaret.

Un’orchestra che però contiene un vastissimo repertorio di quelle che alla Berklee
School chiamerebbero “skills”, le risorse espressive del tango. Per questo motivo
è la prima orchestra che viene studiata alla Escuela Balcarce di Buenos Aires dove
convergono ogni anno centinaia di musicisti da tutto il mondo per studiare gli stili
musicali delle orchestre di tango.

Torniamo al nostro protagonista. Carlos, il cui vero nome è Cayetano, nasce nel 
1903 a Bahia Blanca da genitori italiani. Il padre era emigrato con quattro figli
da Napoli dopo la morte di sua moglie. In Uruguay sposa un’italiana, altri due figli.

Perseguitato politicamente per la sua adesione al partido colorado, arriva in Argentina.
Qui apre un’armeria (in cui vedremo l’intervento del destino tra poco) e mette al
mondo altri due marmocchi, il penultimo dei quali è Cayetano/Carlos.

Studia il pianoforte e intraprende precocemente la carriera di musicista suonando
con gruppi e orchestre locali. A diciotto anni tenta il salto a Buenos Aires, unica
città che conta nel tango. Tra i vari lavoretti, è pianista di una delle cinque 
orchestre di Osvaldo Fresedo. A Fresedo dedicherà uno dei suoi tanghi più celebri
e significativi: “Milonguero Viejo”. Sentiamolo subito in due delle cinque incisioni,
la prima e l’ultima.
1940: [www.youtube.com/watch?v=Ka-4G7lwneM](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DKa-4G7lwneM%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4DpQbWlRSbqYmVlOo90ZppVH8eGilFEeEtuAFITEHrRBkqzeBFd10fEAI9rQ_aem_ygN7GIJVF8Ib2dQeGGAPag&h=AUDqEjb94vQcg5yEwrP8c3tJf_e2-yKgx0XeuVTKNMoMGosVVv0Bui76HPQHAcn_rEr43B0aMBC7PTBqGvUZhvuHrXCMGVC3AhdqjWEkml1YBEu5ZvUjRmX3pkRBu2v-NnYdpfvBqrVmmGULJvc63RMutkhGJ_6f5iY&__tn__=-UK*F)
1955: [www.youtube.com/watch?v=b8dgt207XCg](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Db8dgt207XCg%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR6645QPAq-enjiszwuS8ycm5RZ_I1OdqPevtnKYB_70l4jV3IvHFh7a6uy9-Q_aem_iUlbyIybQs0TUkSm64tX8w&h=AUD2PQJkNKm2S9QsHG9hOOPEjd15kgWPnRHBjNXSjwNJLQoWEUzCIOeR28wy-Gzqjua4hADuMfFe-IhmrYYXA0yHss7j58Xwf4ZgjouZEbNGtJBWhkTqPYoWAHImrVbQVyDq_RPPNfu7CW28WA3ZDIa3wkAxKNo7kcE&__tn__=-UK*F)

Avete notato che la seconda è più lenta? Questa è una tendenza di tutto il tango.
Le orchestre rallentano man mano che lo stile si evolve e si intensifica. Questo
dispiegarsi, allargarsi nel tempo, è di molta implicazione per la danza, almeno 
finché c’era quella sorta di reciproco mandato sociale tra musicisti e ballerini,
un rapporto di reciproca combustione in cui alle innovazioni della musica corrispondevano
le innovazioni della danza e anche viceversa, come si evince ad esempio nelle dichiarazioni
di Pugliese sulla nascita della sua triade miracolosa “Negracha”, “Malandraca” e“
La Yumba”.

Nel 1928 Di Sarli è a capo di un suo Sexteto in cui già sono presenti i capisaldi
della sua concezione musicale. La velocità è maggiore, il ritmo più chiaramente 
scandito, come usava allora. Sentiamo ad esempio “Añorandote”:
[www.youtube.com/watch?v=5heoEgGjqpA](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D5heoEgGjqpA%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4FGnrb2u2-NQxWdSrB3uul24niO9iMZ2kCTi6LjUh2xOrD4DPpAjQk9l417Q_aem_JhKQnUVDntPWLvJgMNfA2Q&h=AUDAkww5ygCjTRhqou17GvRZQVK4gcCfNxXo-gJpPe6aZ-lGv4sG7-Ci-WAFglG_UCK6f5USfnJsyJnQhIsGdI3_6FnpK0NR_NwF1ya46CWsJfhBk5hDBb4C4hawBF-CMeQlhqjhHyBMmifoZEOBe55JsJsH4j7yqLA&__tn__=-UK*F)

O “Catamarca” del grande Arolas:
[www.youtube.com/watch?v=1bsPQxDiIy4](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D1bsPQxDiIy4%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR52PGKd6nhOjxyPpLcoPy4GxOkfn758qPxOExnRXOdrokkjUOE3d4BHAXb9AA_aem_ZHSadVjZ1izPOXYWtHC4TA&h=AUBgWvPLV_hgIObQEq4HCaxP5H_TFoQSr-eA-CtKt9BCBl7N543ompgQ9UQp51vNlGvkWawGSqR5a1MTeI9LECO1wo3yUQ2kwEWnOsG0xrv-kLquuLWH1zwa6xVkZTJYhlLeFXuyowxgL1TAt3DMmskzEdAM4c4-ZgY&__tn__=-UK*F)

Questa incisione è del 1940 quando Di Sarli ha già la sua orchestra. Ma sentite 
la maturità espressiva, la ricchezza ritmica piena di sincopi e controtempi. Sentite
il lavoro architettonico, strutturale e finemente espressivo del suo pianoforte.
Uno stile già perfettamente delineato e consapevole.

![carlos di sarli legge il giornale con gli occhiali neri](https://i0.wp.com/www.
accademiadeltango.com/wp-content/uploads/2026/06/717187294_3199888743527657_1272290596355283908_n.
jpg?resize=750%2C986&ssl=1)

Nello stesso 1940 l’Orchestra di Di Sarli viene eletta “orchestra dell’anno”. I 
suoi pregi vengono cioè riconosciuti nonostante l’aspetto poco rassicurante del 
direttore, e, successivamente, l’infamante campagna di denigrazione che lo colpisce.

L’aspetto poco rassicurante è dovuto agli occhiali neri che porta dopo un incidente
nell’armeria di suo padre. Un impiegato sta pulendo un revolver, parte accidentalmente
un colpo che centra Carlos alla testa, portandogli via l’occhio destro. Gli occhiali
neri gli costano ingaggi e lavoro.

Più tardi i suoi nemici politici (Carlos era anti-peronista), i suoi concorrenti
o i semplicemente invidiosi, cominciano ad additarlo come iettatore, un portatore
di sfortuna. E in un ambiente superstizioso, scaramantico e diciamo pure primitivo
e ignorante, ciò equivale a un ostracismo, a una messa al bando. Io stesso non oserei
parlarne se, da uomo razionale del XXI secolo, non fossi protetto dalla mia zampa
di coniglio.

Tornando alla musica, come sapete il tango è una delle poche musiche “da ballo”,
e l’unica di tale complessità ritmica, senza batteria né percussione. Ciò comporta
che tutti gli strumenti, dai violini ai bandoneón al pianoforte al contrabbasso,
sono chiamati a contribuire alla scansione del ritmo.

L’orchestra di Di Sarli eccelle nella varietà, nell’efficacia, nella raffinatezza,
della pulsazione. Una scansione perfettamente regolare dal punto di vista del metronomo,
ma allo stesso tempo con quella sensazione di arrastre (trascinamento), di estenuazione,
di nonchalance, come al termine di una ripida salita, che è ideale al “pensar danzando”,
all’arte del camminare, appunto, passando da uno squilibrio all’altro con competenza
e disinvoltura.

L’orchestra di Di Sarli è la più milonguera di tutte, la più ricca di spunti, la
più ricca in ispirazione peripatetica. Sentiamo due capolavori come “Bahía Blanca”
e “A la gran muñeca”, di cui Carlos è autore.
[www.youtube.com/watch?v=dqFWz9_uqe0](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DdqFWz9_uqe0%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR6X__ztjRyUaxpo04AMlQZgQeFRFQDC-LUY30Rz9RJOlWW67xfddWOvRBVWXg_aem_pHgy2JkL7fwa4YJenAu05A&h=AUAFMsbmD3JMceWE5MoC6u851SL34-ewrEp-_elBmffUsaS6KEkFlWOeRf5rHkV6D0lvefRdZfOGOgTrsbepQ52q5FBxJcE33S37gNL70UC0l2LoKEii-URScQky7j_ckR94YagRKgosIeH3YpyhbaQVUyJmw8fj7Zs&__tn__=-UK*F)(
dedicato alla sua città natale)[www.youtube.com/watch?v=9Hkv2RGAwVk](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D9Hkv2RGAwVk%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR7nF9aTu_gBQIAAB09_JCWW4MeVtMyMeSMSgVP0Uit0uDsla63Z6k7Fq-QG3g_aem_pE3n0kV8XGr8BfTVAvwjrA&h=AUCV_j77hkvwYTdnN9jn36BsBodcEsPQxdsUneo0YjWNMDqXOG7WBKgD2qfKzFuWDdmfy3KxVxmZP5IDkB-Pf11UPAVum7lO7BoknCV5r08SwM_n7IKEm9aB5H2dWBTSDQ99yr6wWg0ec3jAnFpc1ghvCLyajdSd_d4&__tn__=-UK*F)

In entrambi i pezzi è evidente questa sensazione di “stanchezza”. Numerosi sono 
anche gli “stop time” (come si usa dire nel jazz), ossia di momenti in cui la pulsazione
sparisce come un torrente di montagna che si inabissa per poi riapparire più avanti,
sgorgando da una pietraia, senza aver perduto il tempo,
come guidato da un metronomo
invisibile, di precisione svizzera.

Un’altra risorsa musicale in cui Di Sarli eccelle è l’alternanza tra pronuncia ritmica
e pronuncia cantabile nell’esporre la melodia. Sentiamo ad esempio “Tormenta”, una
stupenda melodia di Enrique Discepolo in cui il protagonista parla con Dio, nientemeno,
dandogli per giunta del tu. All’inizio la melodia viene esposta prima in modo cantabile,
poi ritmico, poi cantabile, poi ritmico.
[www.youtube.com/watch?v=yNzu7Tzc86c](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DyNzu7Tzc86c%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5Q1VoZjPrcC-AMjY-21EkzErLJrMD9fEgvqOyEV7qs6x-3yapv5ShRpvkifA_aem_ipTcHAFo_Ml-gf1k2wyq4Q&h=AUC8e6QxTROWWXfyisYlTcX4D93XaCfmV2JTxyYswNhb8pxwtWlRSQ3MkeHZe6mHq_4boGnhC0Z2Z4Ui9PA0A0p6QcgPYHtPEZx1NVMSc-bqPySmQuW3ggxqak_seQly2fBQ4E8QzpJChIzOMpTkIBPXIQen3Y1Dv0c&__tn__=-UK*F)

Ululando tra i fulmini, sperduto
nella tormenta di una notte interminabile,cerco
il tuo nome, Dio!Non voglio che la tua folgore mi accechi d’orrore,ma ho bisogno
di luce per continuare.Quello che ho imparato da tenon serve per vivere.Sento che
la mia fede traballache la gente cattiva vive meglio di me, Dio!Se la vita è un 
inferno e se l’uomo perbenevive tra le lacrime, qual è il bene…per che cosa lottare
in nome tuo,da pulito, puro, perché?Se oggi è l’infamia a indicare la stradae l’amore
ammazza in nome tuo,Dio! chi hai voluto amare…Seguirti vuol dire dare vantaggi agli
altrie amarti vuol dire soccombere al male.Non voglio abbandonarti, io,provami una
sola volta che chi tradiscenon vive impunemente.Dio! Per amarti mostrami un solo
fioreche sia nato dallo sforzo di seguirti.Dio! Per non odiare il mondo che mi disprezzaperché
non voglio rubare.E allora mi inginocchierò sulla ghiaia insanguinatae morirò felice
insieme a te, Signore!

Sentite all’inizio di questo “Organito della tarde” il ritmo caratteristico della
habanera (quella di Toreador dalla Carmen di Bizet, per intenderci) accennato dagli
archi e dai mantici sotto il carillon dell’organetto stradale: un’evocazione delle
origini del tango che dal centro arrivava in periferia attraverso questi organetti
semoventi.
[www.youtube.com/watch?v=KjVHf6Y2864](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DKjVHf6Y2864%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5YbD1Rrgcl_HGmaoQF6dbfL9z3VUWknHFIe_ibKTbyqtcKk6Zf6dQf84iFKA_aem_1023uGGoPCeJH5VCDqwuWg&h=AUB3_bXvM0idCtwrUL83UXCEPC9e52GpGUReYQ6sOVBGhj52aNutTI-iqjrvi91v0o3JNxFo9fTErw1_j1QjZ668DcgMhKUHKUhnnyBRB14m1vbFQCcexNBcCq8EF3qaFilqGlQDYAD7SxVF82x0AvlCWkZ74DlMGSE&__tn__=-UK*F)

Anche in questo tango è evidente il lavoro di cucitore del pianoforte di Di Sarli,
vero e proprio aedo che tiene insieme i diversi canti dell’orchestra.

Come pianista Carlos Di Sarli è uno dei più grandi, rispettati e ammirati dai colleghi.
Pugliese e Salgán lo giudicavano il migliore dal punto di vista tanguero. Sentite
questo breve solo al minuto 0:43 de “La Cachila”, se non sembra di sentire Horacio
Salgán…
[www.youtube.com/watch?v=PkbZOlNkQgM](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DPkbZOlNkQgM%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4QE718o48FvLfu83a-8wxXQOLU_jRWS4YvnBmGCAcM9LEZRuC30z3udDmoBA_aem_o0HMz8lHVHzMH4Ov1eR8lg&h=AUC9wXdJLcQBYHu9rQnqEcsUmk50VntnvaQfX8oQ1wybQc4Z49HD4kjuc3nTRZ7ihEKwXKijM4SCEWN-2rTD_lymr2CaGcpH3QPOQEl1fW9t7yaMs3LCArSdhnKhABA7-czGxiC_mpb0U-J-OzRKWvAwm5X_6iEYuXg&__tn__=-UK*F)

Un’altra caratteristica dello stile pianistico di Di Sarli sono le cosiddette “campanelle”,
ossia delle articolazioni quasi sempre nelle noe acute – da qui la definizione di
campanelle – ma a volte anche nelle note gravi. Sembrano solo dei riempitivi, ma
in realtà hanno una funzione musicale importante, strutturale ed estetica.
Indio
manso, campanelle acute:[www.youtube.com/watch?v=l4wCvY_Bg60](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Dl4wCvY_Bg60%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR7IwTJbcYi_D5RwJO9Vh8g9D82iC2LDgusdfFot3eAR34eloeGhGFj294kLxA_aem_f-H2ilG3VlLvZNrEcM4nnA&h=AUBQgk7zJSmsYKvDCGO6dkJPXX8yPwnCkmZFH6mKFtt1kml7KU-w3Y1kawfg5byu1msiBlr1ikrCR_isfw48wWgaHqyTQtwYye2OjjzNsq_CIosy3V1rzSv7yoRccg-99qU_0182B6Qfuno527h5Xyw0QbgqPwElcpY&__tn__=-UK*F)

Champagne tango, campanelle gravi come campanoni:
[www.youtube.com/watch?v=x0MYP2MtWro](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Dx0MYP2MtWro%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR7IwTJbcYi_D5RwJO9Vh8g9D82iC2LDgusdfFot3eAR34eloeGhGFj294kLxA_aem_f-H2ilG3VlLvZNrEcM4nnA&h=AUBaqtwJudaYCsPkRI6r0MbNch8n0n9vGx5AkBUEh2Ic84Py5Lxo1TtbhpNa_1IzBkamGpggAdNl8iXyNha4GbcpZQX-ofSbJmYtlcxdaWc5q4WJpR-GnG7beITEh6KeoymNmCz6R5ZUqkvjriqW8pzdYSfNis4WwVE&__tn__=-UK*F)

El Jagüel, campanoni:
[www.youtube.com/watch?v=Ls2fLy8nxI0](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DLs2fLy8nxI0%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4FGnrb2u2-NQxWdSrB3uul24niO9iMZ2kCTi6LjUh2xOrD4DPpAjQk9l417Q_aem_JhKQnUVDntPWLvJgMNfA2Q&h=AUCWmfgupg-4jNvqRq5iqHAywcbjl7djZkEQhrndgHbojAofgYPHZNT5FgN5kqV0_wu0nqeSu71uUj1HSva8NwGjUjGIV6vjLuuiyBalPjgyTuXHjH04eMkYnSORpoEq-u-CC2d3Uvz8kYrzodhtfm62X6sZcG8DP3I&__tn__=-UK*F)

Viviani, campane di tutti i tipi:
[www.youtube.com/watch?v=itn5v3FZQjk](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Ditn5v3FZQjk%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR6X__ztjRyUaxpo04AMlQZgQeFRFQDC-LUY30Rz9RJOlWW67xfddWOvRBVWXg_aem_pHgy2JkL7fwa4YJenAu05A&h=AUAGvjMhGdUq37FQev7UsrD6UpIi567CVS2EfFjDbE5MPcH6IGnIgvEyWbXZ8hQXw3a4tM55zp3Vy90NPxUslloLQinn8IGTaG1c_JzSp_P1Nh2x1BoqxG_1Qi4we-cS2sgqPI8J4DHht9oL6f4eH33UfNPcbhbAifw&__tn__=-UK*F)

Mentre i bandoneón hanno una prevalente funzione d’insieme, ai violini è spesso 
concesso qualche breve sprazzo solistico. Il violinista che più rappresenta l’orchestra
è Roberto Guisado, fedele compagno di strada di molti anni. Ma l’orchestra ha ospitato
anche fuoriclasse come Elvino Vardaro e Szymsia Bajour. Da notare anche che la sezione
archi non prevede mai una viola o un violoncello, ma solo violini. E’ questa un’altra
caratteristica stilistica dell’orchestra. Uno dei soli più celebri di Roberto Guisado
è quello al minuto di 1:45 di “Tinta verde”:
[www.youtube.com/watch?v=EJ8TShJ_UiE](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DEJ8TShJ_UiE%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR7IwTJbcYi_D5RwJO9Vh8g9D82iC2LDgusdfFot3eAR34eloeGhGFj294kLxA_aem_f-H2ilG3VlLvZNrEcM4nnA&h=AUAD5JpbpzCqV32Kp9znm80hmP8E2GRloPn67_2BJEje_Cn4WlvpMg-LbbiUeUqmaHN_4hhWrzoZKjht4I9HvbjGnwilT0TI_iD1yy4Q1LJRCT997crjF_Gy5qKlC2DUBr8U3eHosXAuQrYynp2pPFdYVnEUFvdsU3U&__tn__=-UK*F)

E naturalmente quello al minuto 2:10 di “A la Gran muñeca”:
[www.youtube.com/watch?v=nkaDq28iIHQ](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DnkaDq28iIHQ%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR7IwTJbcYi_D5RwJO9Vh8g9D82iC2LDgusdfFot3eAR34eloeGhGFj294kLxA_aem_f-H2ilG3VlLvZNrEcM4nnA&h=AUD3vGN9P90Rp0Po0Q2vygIXTpsTlPw-2DovkyI86EQlhiYlqHnLAOC9vDpc4GKFsqcHaruVbdWKlbBDslYwONku_eCUYMjSWkunTYW-o-X9-CznvIGhsTqz5x2WN0_570RFcS1deguUHq0ThANeQ72TwBWWXB98U2I&__tn__=-UK*F)

In tutta la discografia di Di Sarli – quasi 400 incisioni – c’è una sola variazione,
quella su “El Choclo”. La variazione è quella sezione del pezzo, solitamente verso
la fine, in cui i bandoneón riprendono il motivo principale del pezzo e ci ricamano
su, infittendo le note e dando una sferzata di energia, una sorta di galvanizzazione
della melodia. Di Sarli non ha mai messo una variazione nei suoi arrangiamenti. 
Questa de “El Choclo”, scritta dal grande Freddy Scorticatti, sembra quasi voler
dire: se solo volessimo, vi faremmo sentire noi di che cosa siamo capaci. Sentite
le quintine (minuto 2:14), un capolavoro di virtuosismo e noncuranza:
[www.youtube.com/watch?v=W3Uo5Z-6ZyE](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DW3Uo5Z-6ZyE%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR7nF9aTu_gBQIAAB09_JCWW4MeVtMyMeSMSgVP0Uit0uDsla63Z6k7Fq-QG3g_aem_pE3n0kV8XGr8BfTVAvwjrA&h=AUCcTOJP2NraEly1PflTnVluYZnKp9ba37pQwPZjsHRROIx0A7VtRIOChEggfQ2ycelOO6LTgGBTnzAV7I_S4ENFOZjL-3ViRbwdG2eIs581J9HRlTFUNLxAWVQmfYq_n8KIHONd5X4-7-ERF7NmKYE62MgDHQpJ-q8&__tn__=-UK*F)

La vita di Carlos Di Sarli – chiamato “El señor del tango” dagli estimatori, o “
El Tuerto”, lo Sguercio, dai detrattori – è stata baciata in fronte dalla sfortuna
e dal tradimento. I suoi stessi musicisti per ben tre volte lo estromettono dalla
sua stessa orchestra e si presentano con il nome di Los Señores del Tango. Arrivano
anche a incidere un album senza di lui, con il suo repertorio, i suoi arrangiamenti,
con lui in copertina, intitolandolo “Reminescencias”!

Per mantenere i suoi costosi musicisti in tempo di crisi, Di Sarli si dà all’attività
immobiliare. Le malelingue implacabilmente sostengono che in realtà traffichi nella
prostituzione. Voci che ancora corrono oggi a sessant’anni dalla sua morte.

Muore infatti nel 1960, a soli cinquantasette anni, nella sua villa di Olivos, non
distante dalla tenuta presidenziale, in quello che considera il suo Nido Gaucho:

[www.youtube.com/watch?v=kHKtaVDSF_c](https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DkHKtaVDSF_c%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEweWwwdGJjdHFOaUdXRHFoMXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5YbD1Rrgcl_HGmaoQF6dbfL9z3VUWknHFIe_ibKTbyqtcKk6Zf6dQf84iFKA_aem_1023uGGoPCeJH5VCDqwuWg&h=AUDvumWVGaRVGdsJv7tZm45Sg9uNxOn67Gh8HZn6BeZw4DEBrnVUAfVx_nuw7Jrb_-5890EPOwIQ-ulGgAbuqOzJOXldTyvWNcUwPBmjjoBiQar7QEtIBtHbap01me28I6AegLFGL5R-_6PcaPoM0wgvqTG9pUD36cw&__tn__=-UK*F)

Fa luce come il colore della speranza
la campagna quando mette le piumeIl vento 
fa vibrare le erbe e i fioriIo ho qui la mia casasulla collina dove cantano gli 
usignoli.Ci sono margherite e roseche fioriscono per te.Questo sarà il nostro nido
gauchodi tutti e due.Le Illusioni fiorirannoi cuori diventeranno uno solo.Dimmi 
di sìe la notte della pampa si apriràe la luna metterà con i suoi raggiuna luce 
d’amore nei tuoi occhiNon dirmi di noche il dolore seccherà le mie rosee anche l’usignolo
morirà d’amore.

[AUTORE – MARCO CASTELLANI](https://www.facebook.com/Mayo.Castellani)
