Uno dei concetti fondamentali alla base del movimento prevede 3 fasi:
Intenzione
Caricamento
Trasferimento
Quando camminiamo, prima che avvenga il movimento, c’è un’intenzione.
Sai dove vuoi andare.
Poi c’è il caricamento: il tuo corpo e l’intero sistema muscolo-scheletrico si preparano non solo per eserguire il movimento ma anche per trasmettere l’informazione al partner per capire cosa sta per succedere.
Infine arriva il trasferimento. Il peso si sposta. Il movimento ha luogo.
L’aspetto importante è che queste fasi non vanno forzate.
Se pensi al camminare tutto avviene in maniera agevole senza dover forzare.
Organizzi il tuo corpo.
Crei un’intenzione.
Il tuo corpo si prepara.
Poi il peso si trasferisce.
Nel tango funziona in modo simile. Solo che bisogna mettere bene appunto la comunicazione, poichè il compito di chi guida non è semplicemente far muovere chi segue. Chi guida crea un’informazione. Chi segue la riceve. E poi risponde.

È anche per questo che non sarebbe bene insegnare il tango come:
«Fai questo passo. Ora quest’altro. E poi questo.»
L’aspetto interessante è capire come nasce il movimento.
Una volta compreso questo, gli stessi principi possono essere applicati a innumerevoli movimenti.
Ed è qui che il tango diventa molto più che una semplice memorizzazione di sequenze.
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