Il classico tango del 1942 Barrio de tango, composto da Aníbal Troilo con testo di Homero Manzi, rievoca con nostalgia il quartiere di Pompeya a Buenos Aires. La lirica descrive scene di vita quotidiana della periferia, la malinconia per il tempo passato e gli amori perduti.

Oltre a presentare diverse interpretazioni storiche del brano, vengono proposte due tandas musicali per la milonga. La prima si basa sulle incisioni di Ángel D’Agostino e Ángel Vargas, mentre la seconda riunisce brani del 1942 di Aníbal Troilo con Francisco Fiorentino.

Música: Aníbal Troilo Letra: Homero Manzi

Il tango “Barrio de tango” (1942) è un classico del repertorio argentino. Il testo è una nostalgica rievocazione del quartiere di Pompeya a Buenos Aires. Ecco gli argomenti principali trattati:

  • La nostalgia e il ricordo del quartiere: Il protagonista ricorda con affetto e malinconia il suo vecchio quartiere, descritto come “un pezzo di barrio” che dorme accanto al terrapieno. Il testo è un viaggio nella memoria, con la consapevolezza che il tempo è passato e le cose sono cambiate.
  • Scene di vita quotidiana e atmosfere: Vengono dipinti quadri tipici della periferia di un tempo: un lampione che oscilla, l’abbaiare dei cani alla luna, l’amore nascosto dietro un portone, i rospi che gracidano nella laguna e il suono lontano del bandoneón.
  • L’amore perduto e gli amici scomparsi: Il narratore si chiede che fine abbiano fatto i vecchi amici che oggi non ricorda nemmeno, e soprattutto rievoca Juana, la bionda, un amore passato. Si domanda se lei sappia che lui soffre ancora pensando a lei dal giorno in cui l’ha lasciata.
  • La malinconia per il tempo che passa: Il ritornello “Barrio de tango, luna e mistero” sottolinea il senso di perdita e la distanza dai luoghi e dalle persone di un tempo, viste solo attraverso il filtro del ricordo.

In sintesi, il brano è un ritratto poetico e nostalgico della vita di periferia, incentrato sul rimpianto per un amore finito e per un mondo che non c’è più.

Testo e traduzione

Un pedazo de barrio, allá en Pompeya,
durmiéndose al costado del terraplén.
Un farol balanceando en la barrera
y el misterio de adiós que siembra el tren.
Un ladrido de perros a la luna.
El amor escondido en un portón.
Y los sapos redoblando en la laguna
y a lo lejos la voz del bandoneón.

Barrio de tango, luna y misterio,
calles lejanas, ¡cómo estarán!
Viejos amigos que hoy ni recuerdo,
¡qué se habrán hecho, dónde estarán!
Barrio de tango, qué fue de aquella,
Juana, la rubia, que tanto amé.
¡Sabrá que sufro, pensando en ella,
desde la tarde que la dejé!
Barrio de tango, luna y misterio,
¡desde el recuerdo te vuelvo a ver!

Un coro de silbidos allá en la esquina.
El codillo llenando el almacén.
Y el dramón de la pálida vecina
que ya nunca salió a mirar el tren.
Así evoco tus noches, barrio ‘e tango,
con las chatas entrando al corralón
y la luna chapaleando sobre el fango
y a lo lejos la voz del bandoneón.

Un pezzo di quartiere, laggiù a Pompeya,
che si addormenta accanto al terrapieno.
Un lampione che oscilla sulla barriera
e il mistero d’addio che semina il treno.
Un abbaiare di cani alla luna.
L’amore nascosto in un portone.
E i rospi che gracidano nella laguna
e in lontananza la voce del bandoneón.

Quartiere di tango, luna e mistero,
strade lontane, come starete!
Vecchi amici che oggi nemmeno ricordo,
che fine avrete fatto, dove sarete!
Quartiere di tango, che ne è stato di quella,
Juana, la bionda, che tanto amai.
Saprà che soffro, pensando a lei,
da quel pomeriggio che la lasciai!

Quartiere di tango, luna e mistero,
dal ricordo ti rivedo ancora!

Un coro di fischi laggiù all’angolo.
Il codillo che riempie l’emporio.
E il dramma della pallida vicina
che non uscì mai più a guardare il treno.
Così rievoco le tue notti, quartiere di tango,
con i carri che entrano nel cortile
e la luna che sguazza sul fango
e in lontananza la voce del bandoneón.

(Note: “codillo” è un taglio di carne, tipico degli empori di quartiere; “chatas” sono i carri bassi usati per il trasporto; “barriera” indica il passaggio a livello.)

Versioni

Canta Ángel Vargas / Orquesta Ángel D’Agostino 30-12-1942 Buenos Aires RCA-Victor 39841 84223
Canta Nelly Vázquez / Orquesta Aníbal Troilo – 3-2-1964 Buenos Aires RCA-Victor 3AE-3205 4160
Canta Roberto Goyeneche / Orquesta Aníbal Troilo – 6-5-1971 Buenos Aires RCA-Victor AVL-4025 11216
Canta Francisco Fiorentino / Orquesta Aníbal Troilo – 14-12-1942 Buenos Aires RCA-Victor 39812 84187
Canta Jorge Ortiz / Orquesta Miguel Caló – 19-1-1943 Buenos Aires Odeon 8372 12493
Canta Armando Garrido / Orquesta Lucio Demare – 1955 Buenos Aires TK 5476
Canta Roberto Rufino / Orquesta Raúl Garello – 1978 Buenos Aires RCA-Victor AVS-4539 (Versione radiofonica)
Canta Nelly Omar / Orquesta Alberto Di Paulo – 18-7-1983 Buenos Aires Magenta 12.001
Canta Adriana Varela / Conjunto dir: Esteban Morgado – 1994 Buenos Aires Melopea CDMSE 5065 Corazones perversos
Canta Adriana Varela / Conjunto dir: Esteban Morgado – 1996 Buenos Aires Melopea/ND ND-02 Tango en vivo

Tanda consigliata

Tengo a precisare che la tanda consigliata parte sempre da considerazioni di gusto personale.

Pur amando le voci femminili di Nelly Omar e di Adriana Varela ritengo le loro versioni più adatte esibizioni che ad essere ballate in milonga. Altrettanto si può dire del cantato di Goyeneche. Interessante il cantato di Garrido con l’orchestra di Lucio Demare per quanto siano presenti accavallamenti tra la melodia ed il cantato.

Sulla base del mio sentire mi sento di consigliare 2 diverse tandas partendo da 2 versioni.

Prima Tanda

Partendo da “Barrio de tango” di Ángel D’Agostino con Ángel Vargas (1942), la tanda più coerente si costruisce restando nell’Età d’Oro del tango (1935-1955) , mantenendo l’organico vocale maschile e il tema della nostalgia per il quartiere e il tempo perduto.

Ecco una proposta di quattro brani che rispetta questi criteri:

  1. “Barrio de tango” – Ángel D’Agostino / Ángel Vargas (1942)
  2. “Tres esquinas” – Ángel D’Agostino / Ángel Vargas (1941)
  3. “Dice un refrán” – Ángel D’Agostino / Ángel Vargas (1942)
  4. “Mi viejo barrio” – Ángel D’Agostino/Ángel Bargas (1944)

Motivazione della scelta

“Tres esquinas” appartiene allo stesso nucleo storico e stilistico: è infatti tra le registrazioni più note della coppia D’Agostino-Vargas . Musicalmente, condivide con “Barrio de tango” il marchio sonoro dell’orchestra di D’Agostino (pianoforte limpido, fraseggio vocale nitido di Vargas) e il tema della geografia emotiva del quartiere (l’angolo come luogo della memoria). In questo modo la tanda resta interamente incentrata su D’Agostino e Vargas, rafforzando l’unità dell’organico vocale e del periodo (1941-1942).

Per il terzo brano ho inserito “Dice un refrán”, un tango presente in raccolte della coppia , che prosegue il filo tematico dei luoghi di ritrovo del quartiere. La chiusura strumentale con “Mi viejo barrio” mantiene la funzione di “posare” la voce pur con lo stesso cantante.

Perché funziona:

  • Periodo: Tutti i brani sono incisi nel cuore degli anni ’40 (1941-1948), il periodo di massimo splendore .
  • Cantante: La presenza vocale è maschile e solida con timbri che condividono una certa gravitas nostalgica, evitando accostamenti con voci femminili o stili più ritmici e “compadritos” che romperebbero l’atmosfera elegiaca.
  • Tema: Il filo conduttore è inequivocabile: la memoria, il quartiere che cambia, gli amici e gli amori che non ci sono più.

Seconda tanda

Partendo da “Barrio de tango” (Aníbal Troilo / Francisco Fiorentino, 1942), la tanda più coerente si costruisce mantenendo lo stesso autore (Troilo), lo stesso cantante (Fiorentino) e lo stesso periodo storico (1941-1942), con un tema centrale legato alla nostalgia del quartiere, alla memoria e al tempo perduto.

La Tanda: “Troilo & Fiorentino: Barrio, Memoria y Tiempo”

  1. “Barrio de tango” – Aníbal Troilo / Francisco Fiorentino (1942)
    • Ruolo: Apre la tanda e definisce il tema. Il testo di Homero Manzi evoca Pompeya, il treno, gli amici perduti e l’amore lontano . La voce di Fiorentino e il suono dell’orchestra di Troilo fissano il periodo e l’organico vocale.
  2. “Gricel” – Aníbal Troilo / Francisco Fiorentino (1942)
    • Coerenza: Stesso anno, stessa orchestra, stesso cantante . Il tema è l’amore perduto e il ricordo che tormenta, in linea con la dimensione nostalgica di “Barrio de tango”. È una delle incisioni più note della coppia Troilo-Fiorentino del 1942.
  3. “Tristezas de la Calle Corrientes” – Aníbal Troilo / Francisco Fiorentino (1942)
    • Coerenza: Stesso periodo e stesso organico . Il brano sposta l’attenzione dalla periferia al centro cittadino, ma mantiene il tema della malinconia urbana e dei luoghi che conservano tracce di un passato perduto. La voce di Fiorentino assicura continuità timbrica.
  4. “Malena” – Aníbal Troilo / Francisco Fiorentino (1942)
    • Coerenza: Chiude la tanda restando nello stesso anno e nella stessa sessione ideale di registrazioni . Introduce una nota di dolcezza nostalgica che ben si accorda con l’atmosfera elegiaca del brano di partenza, senza rompere l’unità vocale e strumentale.

Perché funziona

  • Autore: Tutti i brani appartengono al repertorio inciso da Aníbal Troilo, garantendo omogeneità di suono, fraseggio e concezione orchestrale.
  • Cantante: Francisco Fiorentino è presente in tutte e quattro le tracce, mantenendo identico il timbro vocale e lo stile interpretativo.
  • Periodo storico: Le incisioni risalgono tutte al 1942, l’anno di “Barrio de tango”, nel cuore dell’Età d’Oro del tango.
  • Tema: Il filo conduttore è la memoria urbana e affettiva: il quartiere che cambia, l’amore perduto, la malinconia dei luoghi. “Gricel” e “Tristezas de la Calle Corrientes” spostano leggermente il fuoco dal barrio alla città, ma restano nell’orbita della nostalgia e del ricordo, che è il cuore tematico di “Barrio de tango”.

E voi, quale delle due ballereste?


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Autore Michele Mollica. I diritti dei contenuti pubblicati appartengono agli autori.